
Proponiamo di seguito una riflessione di Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e autore da anni impegnato sui temi della crescita, delle relazioni e dell’educazione dei più giovani.
Nel suo intervento, Pellai cita l’esperienza di Util’Estate come esempio concreto di un’estate capace di assumere un valore educativo e sociale, andando oltre l’idea di semplice tempo libero per diventare occasione di incontro, responsabilità, partecipazione e crescita. Un riconoscimento importante per un progetto che mette al centro il protagonismo degli adolescenti, la cura dei luoghi e il lavoro condiviso tra ragazzi, educatori, amministrazioni e comunità.
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“L’estate da sempre, per chi cresce, è la stagione della scoperta. Scoperta della propria autonomia, di un nuovo amore, di nuovi luoghi esplorati durante un viaggio o semplicemente muovendosi in città facendo percorsi diversi da quelli usuali, che conducono a scuola o alla palestra dove si impara uno sport. L’estate è la stagione in cui il tempo non è già tutto occupato, come accade nel resto dell’anno. Quindi c’è tempo libero, ovvero esiste la libertà di decidere come riempirlo. Questa libertà spesso conduce anche nel territorio delle passioni: si ha la libertà di dedicarsi ad attività che non sono prescritte per obbligo. In questa stagione, la creatività sposa il tempo dell’ozio; la curiosità si insinua nei meandri di giornata che hanno spazi vuoti e sospesi.”

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